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Con la consegna del Premio Volonté a Sonia Bergamasco si è concluso il primo atto de “la Valigia dell’attore”.

 

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La versatile attrice dalla dinamica espressività ha ricordato i punti salienti del suo mestiere di attrice ed ha recitato una lettura scenica scritta in memoria di Eleonora Duse per i 100 anni dalla morte.

 

A dicembre il Festival torna alla Maddalena per il trentennale della scomparsa di Gian Maria Volonté
FOTO Sonia Bergamasco © Nanni Angeli
Con la consegna del Premio Gian Maria Volonté all’eccellenza artistica, si è concluso, domenica 28 luglio, il primo atto della ventunesima edizione del festival “La valigia dell’attore”, ideato e organizzato a La Maddalena dall’associazione Quasar.

 

Assegnataria del prestigioso riconoscimento e protagonista sulla scena della fortezza I Colmi, è stata Sonia Bergamasco, attrice che nella sua intensa carriera ha dato prova di saper padroneggiare l’arte cinematografica, teatrale e musicale. Un breve ed efficace collage di video elaborato da Boris Sollazzo e proiettato all’inizio della serata, ha immediatamente saputo cogliere la poetica dell’attrice, in grado di sfuggire ad ogni catalogazione, tanto è vario il suo spartito espressivo. “La mia formazione – ha commentato Sonia – rischiava di chiudermi nell’archetipo dell’attore impegnato, ma ho avuto molte opportunità di esplorare altri linguaggi, compreso quello comico – che per me è una faccenda molto seria. Un incontro cruciale nel mio percorso è stato quello con Carmelo Bene: era un artista musicale e la collaborazione con lui è stata fondamentale. Con Giuseppe Bertolucci ho sperimentato il rapporto profondo che può stabilirsi tra regista e interprete: lui amava gli attori quasi come nessun altro”. Del lavoro attoriale e del percorso formativo la Bergamasco parla diffusamente nel libro pubblicato da Einaudi Un corpo per tutti.

Nel corso della serata è stato inoltre proiettato un video, girato da Santo Acciaro, dedicato al Laboratorio coordinato da Fabrizio Deriu e tenuto da Sonia nel 2013 per il “Valigia Lab”.

Il suo ultimo lavoro, il film La vita accanto di Marco Tullio Giordana, sarà presentato il 12 agosto al Locarno Film Festival e proiettato in anteprima nazionale all’Arena La conchiglia a La Maddalena il 16 e 17 agosto.

 

All’incontro, moderato da Boris Sollazzo, Fabio Ferzetti e Fabrizio Deriu, coordinatori artistici del festival, è seguita la consegna del Premio, che Sonia Bergamasco ha ricevuto dalle mani di Giovanna Gravina Volonté e di Felice Laudadio, ideatore del Premio inizialmente svoltosi a Taormina, Roma e Bari e dal 2011 sull’isola di La Maddalena.

 

Questa la motivazione del riconoscimento, a cura di Fabio Ferzetti:

“In un paese più serio la sua filmografia sarebbe sterminata. In Italia, terra di clan e di campanili, è più contenuta e curiosamente sbilanciata verso Nord. In compenso è un capolavoro di accostamenti stravaganti che farebbe la gioia di un collezionista del bizzarro. Chi altro ha lavorato, restando al cinema, con Marco Tullio Giordana e con Checco Zalone, con i fratelli Bertolucci (prima Giuseppe poi Bernardo) e con Franco Battiato, con Franco Giraldi e Roberta Torre, con Giuseppe Piccioni e con il trio Cortellesi-Albanese-Milani di Come un gatto in tangenziale.

Il problema, si dirà, non sono i nomi, né le dimensioni del ruolo. Il problema è il talento, nel suo caso i talenti. Tanti talenti. Dove la metti una che fa tutto benissimo, recita, suona, dirige, scrive poesie, fa teatro, se serve tiene anche conferenze sul teatro. Poi scrive libri sull’arte dell’attore (Un corpo per tutti, titolo bellissimo), gira un film su Eleonora Duse che non vediamo l’ora di scoprire, e intanto si toglie lo sfizio di duettare col massimo comico nazionale, sempre Checco Zalone, evocando addirittura Franca Valeri. In tv per fortuna sono più pragmatici. Così il sorriso di Sonia – e quello sguardo che fulmina – ha illuminato serie gloriose come Montalbano o Tutti pazzi per amore. La serialità del resto si addice al suo gusto per le trasformazioni, come provava già La meglio gioventù, il titolo che la consacrò. E come ben sapeva l’autore che forse più l’ha amata e valorizzata, Giuseppe Bertolucci: “Scoprire, giorno dopo giorno, il talento di un’attrice, il tesoro nascosto delle sue possibilità è l’avventura più bella che può capitare a un regista. Come all’astronomo il telescopio, che individua un nuovo corpo celeste prima sconosciuto. Eppure era lì da sempre, con quegli occhi da elfo, quel Mozart nella voce. L’ho filmata con ammirazione e felicità. E gratitudine”.

 

La serata è proseguita con la lettura scenica “La Duse e noi”, che raccoglie alcune tra le più belle lettere inviate a Eleonora Duse nel corso della sua vita. Una dopo l’altra, le emozioni di quella che diventa una storia epistolare disegnano il ritratto di un’artista che nella sua epoca fu acclamata nel mondo intero e che ancora oggi, dopo un secolo, è un invisibile ma fortissimo riferimento per molti. “Nessuno di noi l’ha mai conosciuta, eppure, attraverso le immagini e i testimoni del tempo c’è arrivata la vibrazione di una forza quasi sovrannaturale, che dominava la scena”.

 

Il prossimo appuntamento con il Festival “La Valigia dell’attore” è in programma a dicembre, con il secondo atto della Kermesse: un’iniziativa lunga tre giorni per ricordare Gian Maria Volonté proprio nei giorni del trentesimo anniversario della sua scomparsa.

LA VALIGIA DELL’ATTORE

 

Organizzazione: Associazione culturale Quasar

Direzione artistica: Giovanna Gravina Volonté, con la collaborazione di Fabrizio Deriu, Fabio Ferzetti, Boris Sollazzo

Direzione generale: Fabio Canu, Giovanna Gravina Volonté, con la collaborazione di: Dario Maiore, Nicola Mondanese, Adriano Tovo, Monica Bulciolu, Francesca Forcolin, Manuel Martina, Irene Galante, Gianna Sini, Gabriele Cardu, Maria Grazia Fresu, Giuseppe D’Oriano

Regia Audiovisiva: Santo Acciaro

Riprese Audiovisive: Federica Biosa, Roberta De Marzo

Service e allestimenti: Ke Spettacolo, Antonello Testone, Gian Maria Brocca

Webmaster: Giorgia Nicoli

Fotografi: Nanni Angeli, Fabio Presutti

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